di Felicia Lamonaca
Nel corso
dei secoli diversi studiosi hanno
analizzato l’origine etimologica del nome Forio. Nel
Cinquecento Iasolino[1]
usa il termine Fiorio, specificando che da altri il luogo era chiamato
Forino,
nel tempo passato a Florio ed infine a Fiorio. L’appellativo
gli deriverebbe
dalla capacità di rifiorire dopo le catastrofi del tempo.
Nel
Settecento De Siano[2]
lo fa
derivare dal greco phòros, in latino ferax, ferace, fertile.
La denominazione
lascia pensare alla fertilità del terreno.
Qualità che si era conservata nei
secoli ed era comprovabile anche dallo stesso De Siano, che scrive nel
1878.
La
tradizione, poi, tramanda ancora altre storie, tra cui quella che
farebbe
derivare il nome Forio da Fiorito, portando come
prova lo stemma del
Comune, che raffigura tre ponticelli con un fiore in campo azzurro:
l’offerta
simbolica che si offriva ogni anno al governatore d’Ischia,
come dimostrazione
di vassallaggio[3]
Secondo
lo studioso Pietro Monti il toponimo Forio risalirebbe
all’epoca bizantina,
quando i nuovi insediamenti tassabili venivano distinti nei registri in
kastra,
ad indicare luoghi fortificati, e khoria, termine
utilizzato per i
luoghi indifesi ed esposti ad attacchi, come Forio, caratterizzato da
una lunga
fascia costiera e da un territorio pianeggiante, privo di difese
naturali e
quindi aperto agli sbarchi di nemici.[4]
Secondo
una leggenda invece il termine nasce dall’esperienza di un
abitante del
Castello d’Ischia, che lasciò la protezione delle
mura per trasferirsi in questa
contrada.
[1]
Giulio
Isolino medico calabrese del Cinquecento. Autore di importantissimi
studi
nell’isola d’Ischia. Vedi G. IASOLINO, De’
Rimedi naturali che sono nell’isola di Pithecusa Hoggi detta
Ischia (1588), Lacco
Ameno, Imagaenaria, 2000.
[2]
Medico
settecentesco di Lacco Ameno (isola d’Ischia) , autore di Brevi
e
succinte notizie di storia naturale e civile dell'isola d'Ischia
(1801),
opera ristampata a cura del La Rassegna d’Ischia,
Lacco Ameno, giugno, 1994.
[3]Cfr.
S. DI COSTANZO, Ischia. Isola meravigliosa,
Editoriale Ischia S.a.s.,
Ischia, 1999.
[4]
Cfr. P.
MONTI, Ischia Altomedievale, op. cit., p. 215.