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Storia/Risorse archivistiche/Archivi parrocchiali
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Basilica di S. Vito
di Felicia Lamonaca
Nell'archivio
della
Chiesa di S. Vito sono conservati gli atti di battesimo, di morte e
di matrimonio, un libretto con tre «stati d'anime»
e
cinque pergamene originali.
I
primi atti di
battesimo risalgono al 1582. Gli atti di morte sono datati dal 1596
al 1619, poi regolarmente dal 1714. Per gli atti di matrimoni bisogna
aspettare il 1735.
Il
libretto con tre
«stati d'anime» è stato compilato dal
parroco
Natale Capuano dal 1596 al 1620 e dal parroco Giovanni Andrea Regine
dal 1641.
Riguardo le cinque pergamene, si segnala che la prima risale al 16 aprile 1861, quando papa Pio IX dichiarò l'altare maggiore privilegiato
perpetuo.
La pergamena conservata in originale è scritta in lingua
moderna. La seconda porta la data del 19 aprile 1861 ed è
ancora a firma del papa Pio IX. Il papa concede al parroco Saverio De
Luca alcuni privilegi spirituali. La terza è del 4 dicembre
del 1868, a firma di papa Pio IX, con la quale concede indulgenze in
alcune feste del Signore, della Madonna e di S. Vito, che si
festeggia il 15 giugno. Con la quarta, che porta la stessa data della
precedente, papa Pio IX concede alcune indulgenze in alcuni mesi
dell'anno. La quinta ed ultima pergamena non si differenzia da quella
anteriore, nella data e nel contenuto: il papa Pio IX concede delle
indulgenze.
Chiesa di S. Sebastiano
Nell'archivio della
parrocchia sono conservati atti di battesimo, di morte e di
matrimonio: i primi risalgono al 1641, i secondi al 1684 e i terzi al
1704.
Nell'archivio della
parrocchia si conservano atti di battesimo, morte e matrimonio. I
primi risalgono al 1670, i secondi al 1694 e i terzi al 1677.
Chiesa di S.
Francesco di Paola
Nell'archivio della
chiesa di S. Francesco di Paola si conserva una pergamena proveniente
dall'archivio di S. Maria di Loreto a Forio del vicario capitolare
Daniele Morgioni, datata febbraio 1743, con la quale si riconosce
canonicamente la fondazione della Chiesa di S. Michele detta del
Purgatorio, sita in località Scentone e si riconosce ad
Aniello D'Ascia, che è il fondatore, il diritto di patronato a
lui e ai suoi discendenti.
Bibliografia: Le schede sono state redatte consultando il seguente volume: A. DI LUSTRO, "Gli
archivi dell'isola d'Ischia" in AA.VV. Ricerche,
contributi e memorie, Vol. II, Ischia, Centro di Ricerche su
l'isola d'Ischia, [ristampa a cura dell'azienda di cura e
soggiorno e turismo delle isole di Ischia e Procida], 1984.
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